REPORT. Indagine sui nemici di Papa Francesco

REPORT del 20 aprile sul tema della contrapposizione tra papa Francesco e il fronte dei cattolici tradizionalisti e dei politici sovranisti è stato interessante ed istruttivo.
Intanto la trasmissione ha evidenziato il collegamento stretto, in certi casi la sovrapposizione, tra religione e politica, nel senso che ha dimostrato come partiti ed organizzazioni sovraniste europee ed americane si stiano integrando agevolmente con organizzazioni cristiane/cattoliche fondamentaliste, attraverso un continuo scambio di ruoli, funzioni e finanziamenti. Miliardari statunitensi e russi, grandi centri finanziari (per esempio NRA, la lobby delle armi) e ricchissime chiese evangeliche garantiscono un flusso di denaro incessante per promuovere, con ogni strumento possibile, la propaganda della loro visione in bianco e nero del mondo (“da una parte ci siamo noi, dall’altra l’impero del male”) e la diffusione di notizie dalla consistenza di slogan demagogici, superficiali ma anche furbescamente manipolatori.

La galassia della destra politica e del cristianesimo integralista sta diventando sempre più velocemente un’organizzazione globale strutturata, favorita anche dal blocco di potere rappresentato da Trump ed dal suo entourage: ogni pronunciamento contro il Papa vede esprimersi contemporaneamente in tutti gli angoli del mondo un vastissimo fronte di siti, giornali, radio e televisioni, con messaggi rilanciati da organizzazioni politiche, culturali e religiose.
Un esempio è rappresentato dall’offensiva mediatica che ha individuato l’episcopato di Francesco come la causa – vera e propria – della pandemia (“La pandemia del coronavirus secondo i tradizionalisti”), anche se l’ipotesi di Monsignor Viganò è stata ancora più radicale: lo stesso Dio, disgustato dall’operato di Francesco, ha provveduto, Lui medesimo, alla chiusura delle chiese come punizione (testuale!).  “Report” mette a fuoco poi il ruolo della destra italiana, da Salvini alla Meloni, dalla Lega a Fratelli di Italia, scoprendo aspetti addirittura imbarazzanti della modalità di far politica di costoro.
Sul retroterra culturale che consente l’innesto delle parole d’ordine della destra politica con quelle – reinterpretate – dei vangeli di Gesù, vi è un approfondimento in ”I cattolici della Lega: il loro mondo e la loro Chiesa”).

Concludiamo con un aspetto che non è stato trattato da Report: la contrapposizione, interna al cattolicesimo e da tempo evidente, tra due modalità di leggere la Bibbia, la vita e le opere di Gesù, la funzione della Chiesa cattolica e il suo ruolo – contrapposizione talmente esasperata da non poter indicare altro che le dimissioni di Francesco come soluzione – potrà essere ricomposta, magari alla morte di papa Bergoglio?

Esiste una dimensione rilevante e diffusa di un cristianesimo integralista e fanatico, con al suo interno manifestazioni esplicite di irrazionalismo quali una mariolatria idolatrica, l’esaltazione del miracolismo, l’adorazione di reliquie, il rifiuto della teoria evoluzionista e la lettura della Bibbia come testo storico. Ora, questo cristianesimo, la cui espressione politica si incarna in Matteo Salvini, continua ad appellarsi ad una realtà ecclesiastica rappresentata da Benedetto XVI, che è diventato il suo punto di riferimento. La Chiesa di Francesco e i cristiani del post Concilio Vaticano II dovranno confrontarsi con la pesante zavorra rappresentata dall’eredità di papa Benedetto XVI e dalle dottrine di un passato medioevale, tuttora presenti, con cui non hanno fatto i conti fino in fondo. Su questo tema  e sul futuro della Chiesa, su questo blog: “Tradizionalisti: un cristianesimo in rotta con la storia”.

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