IMMOBILISMO /1
MES, qual è il problema?

La parola Mes (acronimo di Meccanismo Europeo di Stabilità) continua ad agitare le acque della politica italiana. Da una parte c’è chi (Italia Viva, quasi tutto il Pd e FI) vede l’utilità di attingere a questa misura (per l’Italia potrebbero essere circa 36 miliardi) per rafforzare le capacità del sistema sanitario nazionale di rispondere ad eventi come quello della pandemia da coronavirus (in effetti  limiti e insufficienze la nostra sanità ne ha mostrati parecchi nei mesi scorsi). Dall’altra parte c’è chi (Lega, M5s e FdI) manifesta dubbi sul fatto che i soldi del Mes siano realmente privi di condizionamenti (cioè possano essere usati senza subire imposizioni e controlli).

Come stanno veramente le cose?
L’Eurogruppo (cioè  il coordinamento dei ministri delle finanza dei 19 paesi che adottano l’euro) ed anche il Consiglio europeo (che riunisce tutti i capi di governo dell’UE) hanno stabilito che il Mes, stante l’emergenza pandemia, non deve avere condizionalità alcuna. Ma i dettagli sull’utilizzo del Mes devono ancora essere messi per iscritto e ci sono alcuni Paesi , come l’Olanda, che (detto in chiare lettere) continuano a vederci come un Paese poco affidabile. Gli olandesi non hanno tutti i torti, considerando quanto è elevato il debito pubblico italiano e quanto aumenterà ancora con i numerosi indebitamenti cui l’Italia dovrà fare ricorso per affrontare la grave crisi economica che da qui a qualche mese colpirà il nostro Paese in conseguenza delle misure di lockdown adottate per fronteggiare la pandemia. Si dice che sarà la più grave crisi economica dal dopoguerra ad oggi (cioè degli ultimi 70 anni).
In sostanza gli olandesi (ma non soltanto loro) vogliono che i prestiti erogati tramite il Mes (che avranno condizioni molto vantaggiose, con un tasso di interesse intorno allo 0,1%) siano limitati alla durata della crisi, che siano chiaramente definiti come prestiti finalizzati esclusivamente a spese sanitarie e che siano monitorati dalla Commissione europea.  In teoria non dovrebbero esserci grossi problemi, perché queste condizioni sono assolutamente accettabili. E in pratica, tranne alcune questioni di dettaglio, la decisione della non condizionalità del Mes l’Europa l’ha già presa e presto questi fondi saranno disponibili per chi vi vorrà attingere.

Ma forse il vero problema non sono gli olandesi (o gli austriaci o i tedeschi) né il timore che l’Italia venga sottoposta a severe imposizioni da parte dell’Europa. Il vero problema, a ben vedere, è costituito dalle forze politiche italiane che diffidano comunque e sempre dell’Europa e rifiutano il Mes per motivi ideologici. Lega e M5s hanno nel loro dna (e nel loro programma) l’antieuropeismo. Il loro sovranismo da strapazzo li porta ad affermare (come hanno fatto più volte nel recente passato, senza naturalmente spiegare come) che potremmo fare a meno del Mes e perfino dell’Europa. Da strapazzo, perché oggi tra i Paesi dell’UE solo la Germania potrebbe (forse) affrontare una grossa crisi economica con proprie risorse.

Tutto questo bla bla sul Mes è una ulteriore evidenza della incapacità della classe politica italiana di indicare vere soluzioni, concrete e praticabili, ai problemi che si pongono. In questo caso la responsabilità maggiore ricade, come abbiamo detto, sui sovranisti che, purtroppo, sono equamente distribuiti tra i banchi del governo e i banchi dell’opposizione. Con il loro atteggiamento ideologico e pretestuoso, di fatto, condannano il nostro paese all’immobilismo.

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