I cattolici? Quali?

Padre Livio Fanzaga, direttore dell’emittente Radio Maria, è autore della rubrica giornaliera “Lettura cristiana della cronaca e della storia”, rubrica molto apprezzata da Matteo Salvini che, ascoltandola, la trova assolutamente “puntuale”. Perciò non ci stupisce che padre Livio abbia commentato, nelle trasmissioni radiofoniche del 27 giugno e del 2 luglio, la vicenda della nave Sea Watch, definendo Carola Rackete “la ragazzotta di 31 anni, evidentemente convinta di essere Giovanna d’Arco…c’è il principio della legge che va osservato e la legge va applicata…”.Le conclusioni di padre Livio: Carola Rackete ha commesso un atto illegale da punire perché “quella tedesca lì ha portato la nave contro la Guardia di Finanza e io mi limito a dire una sola cosa perché va detta:  vorrei vedere se questa tizia qui avesse fatto questa cosa in Germania, come reagiva la Merkel o i tedeschi……”.

Padre Bartolomeo Sorge, alla domanda di Paolo Rodari di “La Repubblica” del 8 luglio “Come giudica l’azione di Carola Rackete?” ha risposto invece in questo modo: “Eroica. Di fronte a leggi disumane c’è sempre qualcuno che ascolta la voce della sua coscienza e si ribella. E spesso è costretto a farlo da solo. Questa voce non può essere repressa da nessun dittatore. Va sempre controcorrente e porta a compiere atti di eroismo. La povera Carola ha fatto un atto di eroismo mettendosi contro tutti e smascherando l’errore complessivo della legge”.

Padre Livio e padre Bartolomeo hanno letto e meditato, entrambi, i Vangeli della Cei, dicono messa, si definiscono cattolici osservanti, eppure uno getterebbe Carola in galera mentre l’altro la metterebbe sull’altare. Le regole morali di Padre Livio e di padre Bartolomeo non sono proprio simili, anzi. Questo fatto può spiegare come una parte del voto cattolico possa essere confluito nel programma politico della Lega: questi cattolici sono rimasti, come lo stesso Salvini, al cattolicesimo precedente il Vaticano II, quello dei papi Pii (anacronisticamente seguiti da Woytila e da Ratzinger), quando la Chiesa si presentava totalmente distante dai Fratelli di altre fedi e mai avrebbe concepito il Documento sulla Fratellanza di papa Francesco; l’unico dialogo possibile consisteva nell’accettare, da parte delle altre religioni, la verità della visione del mondo che il papa infallibile di Roma con la sua Chiesa, assistita dallo Spirito, avessero proposto.

Esiste anche una quota parte di italiani che si definiscono “cattolici” perché si sono sposati in chiesa, mandano i figli al catechismo ma non praticano essi stessi e non conoscono se non attraverso vaghi ricordi, in genere molto parziali, il messaggio di Gesù. Questi cosiddetti “cattolici” riescono a conciliare il loro cristianesimo con la lettura dell’oroscopo, la frequentazioni di maghi e veggenti, il rapporto idolatrico con i santi “personali” e a far convivere il crocifisso appeso sopra il letto con il loro razzismo, le pratiche scaramantiche, l’inferiorità della donna e un senso civico spesso insufficiente. Costoro non possono essere definiti, a rigore, neppure “cattolici tradizionalisti” perché la loro ignoranza della religione, a cui dicono di appartenere, è tale che potrebbero essere tranquillamente considerati pagani, politeisti oppure semplicemente superstiziosi. 

A queste due categorie di elettori di Salvini, quelli di padre Livio e quelli del “sono stato battezzato”, dedichiamo il pensiero di un altro Matteo, lui si seguace convinto di Gesù: “Non chiunque mi dice: Signore, Signore, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli” 7, 21. La volontà di quel Padre è particolarmente esigente, è molto esigente in merito all’aiuto ai poveri, ai deboli, ai forestieri, così esigente da richiedere, da parte di noi comuni mortali, una mediazione, tuttavia mai una contrapposizione come quella di Salvini e sodali.

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