Sulla figura del nuovo Papa / 2
Leone XIV divide i tradizionalisti
Non c’è unità nel mondo del cattolicesimo tradizionalista nel definire la figura del nuovo Papa.
In Italia i cattolici tradizionalisti sono rimasti entusiasti per la scelta del cardinale Prevost. In particolare il loro capofila, padre Livio Fanzaga, che ha già reclutato Leone XIV nel progetto apocalittico di cui da anni è portavoce. Secondo il direttore di Radio Maria, la Madonna stessa ha concluso, per poter purificare il mondo, una prima fase del suo piano, iniziato nel 1981(fase preparatoria al Tempo dei dieci segreti, che saranno in gran parte portatori di terribili lutti e disgrazie) per inaugurare un’altra fase con il nuovo papa, quando Maria porterà a frutto la vittoria del suo Cuore Immacolato e la pace per l’umanità. Leone XIV, secondo “l’intuizione” di don Livio, è stato scelto appositamente da Maria per concludere il suo progetto: “…è stato scelto personalmente dalla Madonna e formato dalla stessa Madonna per la battaglia conclusiva contro l’anticristo mondiale, contro i tentativi dell’umanità di proporsi al posto di Dio, e anche lui verrà colpito in questa battaglia ed è lui il papa che cadrà morto mentre sale lungo il calvario secondo il terzo segreto di Fatima…”. E poi don Livio aggiunge: ” (Leone XIV)fa parte dei grandi combattenti mariani, è di questa statura, di questa stoffa straordinaria…è il pastore che ha il compito straordinario della battaglia contro l’anticristo, che è il mondo contemporaneo, l’umanità che ha messo se stessa al posto di Dio… mi ha anche colpito la sua decisione che fossero conservate tutte le insegne che esprimono la grandezza del papato perché ci accorgessimo che il papa è il rappresentante di Cristo in terra… ”.
Un altra colonna del tradizionalismo, Roberto De Mattei (Radici Cristiane e Fondazione Lepanto) si è soffermato sull’importanza della “forma” che riveste un contenuto corrispondente: “Molti si affannano a ricostruire atti e parole del vescovo e poi del cardinale Prevost, per comprendere quale potrebbe essere l’agenda del suo pontificato. Il timore è che alla discontinuità con papa Francesco nella forma non corrisponda una analoga distanza nel contenuto. Ma in un’epoca in cui la prassi prevale sulla dottrina, la restaurazione della forma già contiene, implicitamente, una restaurazione della sostanza.”
Di tutt’altro genere sono stati i commenti di una buona parte del tradizionalismo americano, il mondo Maga che, non dimentichiamolo, aveva ben presente la durissima lettera di papa Francesco scritta il 10 febbraio 2025, ad appena un mese dalle elezioni di Trump. Questa lettera, rivolta ai Vescovi americani (secondo Alberto Melloni non si allontana dal pensiero del cardinal Prevost sulle tematiche sociali) è stato un evento quasi senza precedenti: l’unica lettera di un papa (prima di quella di papa Francesco) ad un episcopato per allarmarlo sulla politica del governo della sua nazione fu redatta da Pio XI per i vescovi tedeschi, ai tempi del nazismo, il 14 marzo del 1937. Della Lettera di Leone XIV ai Vescovi Americani riportiamo due passaggi: “…. le persone di buona volontà sono chiamati a riflettere sulla legittimità di norme e politiche pubbliche alla luce della dignità della persona e dei suoi diritti fondamentali, e non il contrario “. Poi: “Il vero bene comune viene promosso quando la società e il governo, con creatività e rigoroso rispetto dei diritti di tutti accolgono, proteggono, promuovono e integrano i più fragili, indifesi, vulnerabili”.
È abbastanza comprensibile il commento di Steve Bannon, l’ex stratega di Trump, tra le voci più importanti del movimento Make America Great Again (MAGA). Bannon, su papa Leone XIV non ha avuto dubbi: «Questa elezione è più truccata dell’elezione del 2020 contro Trump» (Corriere della Sera, 11 maggio); poi aggiunge essere Leone XIV una “filiazione” anche peggiore della strategia bergogliana.. Altri esponenti di primo piano del MAGA hanno scritto di un “papa marxista”, “comunista”, “antitrumpiano”. Gli unici che non hanno (ancora) espresso critiche ma si sono dimostrati diplomaticamente affabili sono stati invece proprio Trump e il suo vice Vance.
Ci piace riportare, in chiusura, alcune frasi dell’omelia del 18 maggio di Leone XIV, che indicano una direzione nella quale speriamo prosegua il suo pontificato: “Non si tratta mai di catturare gli altri con la sopraffazione, con la propaganda religiosa o con i mezzi del potere, ma si tratta sempre e solo di amare come ha fatto Gesù…. Questo è lo spirito missionario che deve animarci, senza chiuderci nel nostro piccolo gruppo né sentirci superiori al mondo; siamo chiamati a offrire a tutti l’amore di Dio, perché si realizzi quell’unità che non annulla le differenze, ma valorizza la storia personale di ciascuno e la cultura sociale e religiosa di ogni popolo…per compiere un passo avanti nell’edificazione di una società più fraterna, inclusiva e rispettosa della dignità di tutti”.
Immagine in evdenza: Edgar Beltran from wikimedia commons
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