QUELLO DI CUI LA SCUOLA NON SI OCCUPA O SI OCCUPA POCO, MENTRE DOVREBBE
Anticipazione e partecipazione

Mancano solo pochi mesi al cinquantenario della pubblicazione de The limits to growth, il rapporto che nell’edizione italiana si chiama, in traduzione un po’ approssimativa, I limiti dello sviluppo.

Lo studio era stato commissionato a Donella e Dennis Meadows, Jorgen Randers e William Behreus, del System Dynamics Group del MIT, dal Club di Roma, un gruppo internazionale di scienziati, economisti, industriali coordinati da un eclettico personaggio di nome Aurelio Peccei.

Lascio a voi di smanettare per cercare approfondimenti su quanto appena detto.

Dopo questo, molti altri rapporti vennero pubblicati. Mi occupo qui del settimo, Apprendimento e istruzione. Imparare il futuro, dedicato allo stato dell’istruzione che non riesce a far fronte alla forma più impressionante di spreco: la condizione di sottosviluppo culturale disperde la risorsa più ricca dell’umanità.

Voglio introdurre il primo degli argomenti che ho intenzione di sviluppare nei prossimi mesi e che possono essere raggruppati sotto il titolo Quello di cui la scuola non si occupa o si occupa poco, mentre dovrebbe.

Comincio con anticipazione e partecipazione, gli elementi che caratterizzano un apprendimento innovativo, secondo il Club di Roma.

Ci troviamo di fronte ad una grande complessità e all’urgenza di farvi fronte.

“L’apprendimento anticipatorio abitua a usare tecniche come previsione, simulazione, sceneggiature e modelli. Incoraggia a considerare le linee di tendenza, a fare programmi, a valutare le conseguenze future e i possibili effetti collaterali negativi di decisioni attuali, a prendere atto delle implicazioni globali di iniziative locali, nazionali e regionali”.

La seconda caratteristica dell’apprendimento innovativo è la partecipazione, qualcosa di più che prender parte formalmente alle decisioni, è un atteggiamento caratterizzato dalla cooperazione, dal dialogo e dalla empatia.

Se l’anticipazione è temporale e mentale, la partecipazione significa far pratica nei ruoli, crea solidarietà nello spazio, è una attività sociale.

L’implementazione delle attitudini all’anticipazione e alla partecipazione nei programmi e nelle attività scolastiche non significa certo farne discipline a sé, bensì fare in modo che possano informare di sé metodi e contenuti.

Termino per ora con un indovinello, citato nel primo rapporto del Club di Roma. Sono in grado gli allievi delle nostre scuole di rispondere correttamente e comprendere il senso di urgenza di cui si parla?

“Supponete di avere un laghetto nel quale cresce una ninfea che ogni giorno raddoppia le proprie dimensioni: se potesse svilupparsi liberamente, la ninfea coprirebbe completamente il laghetto in trenta giorni, soffocando tutte le altre forme di vita presenti nell’acqua. Se si decide di tagliare la ninfea allorché è arrivata a coprire metà dello specchio d’acqua, in quale giorno bisognerà farlo? La risposta è al 29° giorno: vi è quindi un solo giorno di tempo per salvare il laghetto”.

L’immagine in evidenza è tratta da: thepasswordunito.com;
le altre immagini sono tratte, nell’ordine, da: ibs.it; giannimarconato.it; nuovoeutile.it

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