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FREE IRAN (Linkiesta)
I giornali di oggi riferiscono che in Iran il numero dei giovani che in questi giorni hanno manifestato contro il regime degli ayatollah uccisi dalla polizia ha superato quota 2000. E’ un massacro, ma nel nostro paese ancora nessuna protesta.
L’analisi più lucida della paralisi, di idee e di azione, nella quale si trova la sinistra italiana (quella mainstream), a proposito di quanto sta succedendo in Iran, l’ha fatta il giornalista Mario Lava sul quotidiano online Linkiesta del 13 01 2026. Ne riportiamo la parte iniziale e inviamo al testo completo.
Blocchiamo tutto? Macché. Il Movimento pro Gaza è rimasto a casa, niente licei okkupati, nessuna Flotilla che salpa: Teheran può bruciare. Anna Paola Concia lo dice senza diplomazie: per una parte della sinistra la rivoluzione khomeinista è intoccabile, e il popolo iraniano — paradosso nel paradosso — guarda a Israele.
Sarà pure una semplificazione, ma il punto resta: nella gerarchia morale del movimentismo occidentale gli ayatollah risultano meno detestabili degli israeliani (degli ebrei?). Perché? Perché l’America li odia. E siccome l’America è alleata di Israele, il gioco è fatto. Tutto torna, perfettamente, nel Monopoli ideologico di certa sinistra estrema e di pezzi residuali del sindacalismo militante, quelli che scendono (in duecento) a proclamare Maduro presidente legittimo del Venezuela. Tranne pochi appuntamenti (a Milano pochi giorni fa, a Roma sabato prossimo la marcia dei radicali) le piazze sono vuote.
Carlo Calenda ha fatto un appello a tutti per una mobilitazione. Vedremo. La verità è che la resistenza iraniana non è spendibile mediaticamente. I sacchi neri con i cadaveri per le strade di Teheran non competono con le immagini dei bambini di Gaza. Mancano i reporter-star, le avvocatesse dell’Onu, gli intellettuali indignati a ciclo continuo. Khamenei non buca lo schermo, Netanyahu sì. E poi c’è il peccato originale: la teocrazia iraniana è sotto attacco americano. Tanto basta a paralizzare le gambe del Movimento.
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Immagine in evidenza: public domain from wikimedia commons
Immagine nel testo: alisdare1 from wikimedia commons
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