Salvini e i cattolici -1-

Il quotidiano “La Repubblica” dell’8 luglio riporta gli ultimi dati di Euromedia Research sulla popolarità di Matteo Salvini tra gli italiani: anche nell’elettorato cattolico il sondaggio registra una larga adesione alla politica anti immigrazione del ministro dell’Interno. “Prevale la paura dello sconosciuto, di colui che viene da lontano, considerato potenzialmente capace di delinquere e questo sentimento è un sostrato anche dell’elettorato cattolico” afferma la fondatrice dell’agenzia statistica, Alessandra Ghisleri, che poi sottolinea come “Salvini ha convinto la maggioranza degli italiani che esiste veramente una emergenza sbarchi e così (egli) viene percepito come una sorta di difensore degli interessi nazionali”.

Sempre su “La Repubblica” dello stesso giorno, una intervista a padre Bartolomeo Sorge, ex direttore di Civiltà Cattolica, ci aiuta a capire questa scelta degli elettori cattolici (meglio: di una loro componente).
“I cattolici –dice padre Sorge– stiano con chi salva le vite. I porti chiusi sono disumani” come lo furono le leggi razziali. Ma, aggiunge: “Come le leggi razziali promulgate dal regime fascista nel 1938 furono accolte, anche nella Chiesa, da un clima di indifferenza collettiva salvo poi anni dopo tutti prenderne le distanze, così anche il Sicurezza bis e questa politica di chiusure apprezzate da una parte del Paese, e da alcuni credenti, mostreranno in futuro la propria disumanità. È così che vanno le cose”. Inoltre, aggiunge padre Sorge, come spesso accade alle leggi, anche “il Sicurezza bis ha una parte di verità: nasce dalla paura della gente che pensa che il proprio Paese venga invaso. Non è così, ma la paura è comprensibile. La furbizia di Salvini è di assolutizzare questa parte di verità a discapito del fatto che nel complesso si tratta di misure disumane. Come le leggi razziali dimostrano, parte del Paese non riesce ad andare in profondità e si ferma a questa assolutizzazione”. E così avviene che “il Sicurezza bis va contro la coscienza umana, ma non tutti lo capiscono”. Tuttavia padre Sorge non si mostra pessimista. Ritiene che il “naturale” consenso di Salvini “verrà prima o poi smascherato”. “Di fronte a leggi disumane c’è sempre qualcuno che ascolta la voce della sua coscienza  e si ribella. E spesso è costretto a farlo da solo. Questa voce non può essere repressa da nessun dittatore. Va sempre controcorrente e porta a compiere atti di eroismo”. Come è accaduto con Carola Rachete che si è messa contro tutti “smascherando l’errore complessivo della legge”.
Tra l’altro, ricorda padre Sorge, anche l’azione di papa Francesco va nella direzione di combattere la linea di chi assolutizza parti di verità “per giustificare ciò che non può essere giustificato”.

Vale la pena ricordare le belle parole pronunciate da papa Francesco, a Firenze, nel 2015 e tuttora di grande attualità: “Le situazioni che viviamo oggi pongono sfide nuove che per noi a volte sono persino difficili da comprendere. Questo nostro tempo richiede di vivere i problemi come sfide e non come ostacoli: il Signore è attivo e all’opera nel mondo. Voi, dunque, uscite per le strade e andate ai crocicchi: tutti quelli che troverete, chiamateli, nessuno escluso (cfr Mt 22,9). Soprattutto accompagnate chi è rimasto al bordo della strada … (Mt 15,30). Dovunque voi siate, non costruite mai muri né frontiere, ma piazze e ospedali da campo. Mi piace una Chiesa italiana inquieta, sempre più vicina agli abbandonati, ai dimenticati, agli imperfetti. Desidero una Chiesa lieta col volto di mamma, che comprende, accompagna, accarezza. Sognate anche voi questa Chiesa, credete in essa, innovate con libertà. L’umanesimo cristiano che siete chiamati a vivere afferma radicalmente la dignità di ogni persona come Figlio di Dio, stabilisce tra ogni essere umano una fondamentale fraternità, insegna a comprendere il lavoro, ad abitare il creato come casa comune, fornisce ragioni per l’allegria e l’umorismo, anche nel mezzo di una vita tante volte molto dura.

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