ESEMPI DI DISTORSIONE DELLA REALTÀ
È un genocidio? /1
Il professor Amos Goldberg Elias1 è noto per essere un sostenitore della tesi secondo la quale le azioni di Israele a Gaza sono un “genocidio”. Prendiamo in considerazione alcuni stralci di una intervista rilasciata dal professore nel Luglio 2024, chiosandoli con nostri commenti.
– In grassetto le parti di testo dell’intervista riportate. In corsivo chiaro i nostri commenti in corso di lettura –
DOMANDA: Qualche settimana fa hai definito le azioni di Israele a Gaza come un “genocidio” contro la popolazione palestinese. Puoi spiegare brevemente quale definizione specifica di genocidio stai applicando e perché ritieni sia importante usare questo termine per descrivere ciò che sta accadendo a Gaza?
(Già la domanda è tendenziosa/fallace: non esistono tante definizioni di genocidio, questa parola è stata introdotta per denominare un particolare tipo di sterminio, come quello intenzionalmente programmato e perseguito con determinazione dai tedeschi col supporto di altri Stati europei e non solo – compresi gli arabi della Palestina mandataria – contro il popolo ebraico negli anni 30-40 del secolo scorso)
RISPOSTA: ….. So che si tratta di un’accusa seria e non la prendo alla leggera. ….. Come parte di questa società, mi assumo anche io la responsabilità di ciò che sta accadendo. La portata delle atrocità e delle distruzioni avvenute in Israele il 7 ottobre non ha precedenti (ma il professor Goldberg non lo ha condannato come intento genocida). Mi ci è voluto del tempo per riuscire a digerire ciò che stava accadendo e per riuscire ad articolare ciò che vedevo svolgersi davanti ai miei occhi. Ma una volta che vedi cosa sta succedendo, non puoi più tacere. Anche se è angosciante e doloroso per me, per i miei lettori o per la società israeliana, il dibattito da qualche parte deve iniziare.
Esistono varie definizioni di genocidio (sarebbe più giusto dire che per poter accusare Israele di genocidio si deve ricorrere alla distorsione semantica consistente nell’ampliare il più possibile il campo di significato di questa parola), ma solo una è accettata a livello globale e cioè la Convenzione sul genocidio [La Convenzione sulla prevenzione e la repressione del crimine di genocidio], adottata dalle Nazioni unite nel dicembre 1948 (che riprende il significato attribuito al termine dal suo inventore Levkim). È una definizione legale, ma ancora vaga e suscettibile di interpretazione (mica tanto, alla base del significato del termine è stata posta “l’intenzione di distruggere e l’ideazione di un piano di azione sistematico”, come aveva fatto Hitler); motivo per cui è stata ed è tuttora criticata (da chi vorrebbe farne un uso estensivo offendendo, in questo modo, la memoria di quei 6 milioni di ebrei che hanno subito la più grave disumanità perpetrata nella storia. Le parole esistenti non erano sufficienti per descrivere quell’orrore, perciò è stato inventato il termine genocidio. Ora non lo si può usare a propria discrezione). La Convenzione descrive il genocidio come un crimine commesso con l’intento di distruggere in tutto o in parte un gruppo nazionale, etnico, razziale o religioso in quanto tale. L’intento di annientamento è cruciale, anche se non deve essere un annientamento totale. …..
DOMANDA: Il tuo articolo cita anche altri esempi di genocidio, come quello avvenuto in Bosnia, in Armenia, o il genocidio degli Herero e dei Nama in quella che oggi è la Namibia. Circa 8.000 bosniaci furono uccisi a Srebrenica, mentre si ritiene che nel genocidio armeno siano morte da diverse centinaia di migliaia a un milione e mezzo di persone. (Peccato che non venga citato il genocidio più grande mai commesso, a parte quello contro gli ebrei, ovvero quello commesso dalla Russia comunista nel 1932 contro gli ucraini).
Sottolinei anche che non tutti i genocidi devono necessariamente sfociare negli orrori dell’Olocausto. A che punto dell’attuale guerra eri sicuro che le azioni di Israele a Gaza fossero diventate genocide?
RISPOSTA: Se guardi al quadro generale, ci sono tutti gli elementi di un genocidio. L’intento è chiaro: il presidente, il primo ministro, il ministro della difesa e molti ufficiali militari di alto rango lo hanno espresso molto apertamente (ma quando, ma dove?). Abbiamo assistito a innumerevoli esortazioni a ridurre Gaza in macerie, affermazioni secondo cui non ci sono persone innocenti lì, ecc. Appelli popolari per la distruzione di Gaza si sentono da tutti i settori della società e dalla leadership politica (ammesso e non concesso che sia vero, questi appelli farebbero pendant con gli appelli per la distruzione di Israele fatti da sempre da Hamas. Comunque, quando si fanno affermazioni così gravi bisognerebbe assumersi l’onere di produrre delle prove).
Nella società israeliana prevale un’atmosfera radicale di disumanizzazione dei palestinesi in una misura che non riesco a ricordare nei miei cinquantotto anni di vita in questo paese.(Disumanizzazione di tutti i palestinesi o solo di quelli che hanno dato ampiamente prova di un radicale sentimenti di disumanità nei confronti degli ebrei il 7 ottobre del 2023 e di quelli, purtroppo molti tra la popolazione araba di Palestina, che hanno applaudito i carnefici?).
(A proposito di sproloqui sulla disumanizzazione: perché non viene mai condannata la condizione disumana alla quale i paesi arabi, Palestina compresa, costringono da 70 anni centinaia di migliaia di arabi palestinesi, quelli ai quali non viene data altra possibilità che vivere di aiuti umanitari in tendopoli e baraccopoli fatiscenti?).
Il risultato è quello che ci si aspetterebbe: decine di migliaia di bambini, donne e uomini innocenti uccisi o feriti (una grossa percentuale non erano persone innocenti ma militanti terroristi, secondo l’IDF, le cui dichiarazioni hanno perlomeno lo stesso valore delle dichiarazioni di Hamas), la distruzione quasi totale delle infrastrutture (comprese le strutture di tunnel costruite per fare traffico clandestino di armi, basi militari e rifugi per i terroristi, ma non per mettere al sicuro donne e bambini), la carestia voluta (a parte il fatto che non si sono registrati morti per fame a Gaza, le difficoltà di approvvigionamenti alimentari che vi sono state dipendevano dal fatto che Hamas usava, con la forza e con l’inganno, anche i convogli alimentari per il traffico clandestino di armi ) e il blocco degli aiuti umanitari (che Israele è stato spesso costretto ad attuare per bloccare, appunto, l’ingresso di armi.
Lo sgombero del territorio di Gaza, attuato nel 2005 in modo unilaterale da Israele, si proponeva che i palestinesi ivi residenti amministrassero autonomamente quel territorio, non che ne facessero una base per il lancio quotidiano di missili contro le città di Israele. Da quando è iniziata l’amministrazione di Gaza da parte di Hamas a oggi si calcola che i razzi e i missili lanciati siano stati diverse decine di migliaia. Una parte venivano costruiti in loco con materiali importati clandestinamente nascosti nei convogli di viveri e beni di necessità e una parte giungevano a Gaza attraverso la rete di tunnel sotterranei. Se Hamas avesse usato – e i cittadini avessero preteso che venissero usate – le ingenti risorse economiche di cui il governo palestinese disponeva per sviluppare l’economia e le infrastrutture invece che comprare e costruire armi e basi missilistiche Gaza sarebbe diventata un territorio economicamente fiorente e pacifico del costruendo Stato di Palestina), fosse comuni di cui ancora non sappiamo l’intera portata (la cui eventuale esistenza, per quel che ne sappiamo, potrebbe essere anche addebitata ad Hamas) lo sfollamento di massa, ecc. Esistono anche testimonianze attendibili di esecuzioni sommarie, per non parlare dei numerosi bombardamenti di civili nelle cosiddette “zone sicure” (affermazioni terribili, senza che venga fatto alcun riferimento a delle prove). Gaza per come la conoscevamo non esiste più.
(Prima della presa del potere da parte di Hamas, Gaza esportava agrumi e prodotti agricoli in Israele e nel resto del mondo. Hamas ha messo al primo posto della sua strategia politica la distruzione dello stato di Israele, tralasciando il compito di ogni buona amministrazione di investire nello sviluppo economico del popolo amministrato). …..
….. Ammetto che, all’inizio, ero riluttante a chiamarlo genocidio e cercavo qualsiasi indicazione per convincermi che non lo fosse. Nessuno vuole considerarsi parte di una società genocida. Ma c’era un intento esplicito, uno schema sistematico e un risultato genocida (se c’era un intento esplicito ci deve essere pure qualche documento ufficiale che lo esprime, qual è? E lo schema sistematico, dove è custodito? E il risultato “genocida” in cosa consisterebbe visto che da quando esiste Israele gli arabi di Palestina sono passati da 700mila a 7milioni?). – quindi sono giunto alla conclusione che questo è esattamente ciò che assomiglia al genocidio (ragionamento straordinario: dato che io ritengo che sia un genocidio è un genocidio). E una volta arrivati a questa conclusione non si può restare in silenzio (Ci mancherebbe, è tutto costruito per eccitare gli animi, svegliare risentimenti! E soprattutto formare una opinione pubblica sfavorevole ad Israele).
DOMANDA: Come reagiscono i tuoi studenti, colleghi o amici quando giungi a queste conclusioni? (Ti chiedono di rendere conto con fatti circostanziati su quanto affermi?)
RISPOSTA: ….. volevo che gli israeliani si confrontassero con la situazione e aiutassero la mia società a superare la negazione e l’impulso di non vedere cosa sta succedendo a Gaza. Direi che la negazione fa parte di tutti i processi genocidi e degli atti di violenza di massa (in realtà le cose non sono esattamente così: nella Germania di Hitler alcuni avevano l’impulso di non vedere cosa stesse succedendo ma molti facevano finta di non vedere cosa stesse succedendo per paura di finire nelle patrie galere o peggio ancora. In Israele per fortuna c’è la democrazia e si può dissentire sull’operato del proprio governo senza tema di incorrere in brutte conseguenze. L’attivismo e i discorsi del prof Goldberg ne sono una prova).
Alcuni studenti erano molto arrabbiati con me per il mio articolo, ma altri mi hanno ringraziato. Alcuni colleghi hanno litigato con me e uno ha anche scritto su Facebook che spera che gli studenti non frequentino più le mie lezioni. Altri erano d’accordo con me, mentre altri mi dicevano che avevo dato loro spunti di riflessione. Ci sono anche persone che non sono d’accordo con me, ma che almeno sono riuscito a convincere che l’accusa di genocidio non è un’accusa assurda motivata dall’antisemitismo.
(Facendo il punto su questa prima parte dell’intervista rilasciata dal professor Goldberg, la nostra impressione è che ci troviamo di fronte a un vero e proprio tentativo di distorsione della realtà.
Lo Stato israeliano starebbe compiendo un genocidio “espresso molto apertamente” – afferma il professore – nientemeno che “dal presidente della repubblica, dal primo ministro, dal ministro della difesa e da molti ufficiali di alto rango”, ma non viene citato alcun documento in proposito.
Certo, Il governo israeliano è guidato da una coalizione di estrema destra, tradizionalmente poco incline ad ascoltare le ragioni dei palestinesi, vero, ma Israele resta pur sempre uno stato democratico . L’opposizione di sinistra ha sempre criticato (e noi diciamo giustamente) l’operato del premier Benjamin Netanyahu, ma non gli ha mai contestato (non aveva elementi per farlo) l’intenzione di compiere un genocidio .
Quindi, facendoci due conti, la stragrande maggioranza degli israeliani (comunque quasi tutto il corpo elettorale di Israele) non ritiene affatto che rispondere anche duramente agli incessanti attacchi missilistici operati da Hamas, che molto spesso causano la morte di civili e anche di bambini, sia un crimine, e tanto meno della fattispecie del genocidio, ma una legittima difesa (Per farsi un’idea: su Wikipedia si legge che nel solo 2008 gli attacchi con razzi e colpi di mortaio verso la popolazione civile del sud di Israele sono stati 3.102; nel 2023, durante l’attacco del 7 ottobre, Hamas ha dichiarato di aver lanciato circa 5.000 missili verso Israele).
Una difesa che inevitabilmente provoca vittime anche tra i civili. Comunque una difesa alla quale Israele non può rinunciare.
Di fronte a questa realtà (ovvero alla determinazione a resistere da parte di Israele) Hamas e il movimento dei professori e degli studenti dell’estrema sinistra che lo sostengono puntano sempre più alla criminalizzazione dell’intero popolo d’Israele (anzi degli ebrei tout court). Nella guerra in corso a Gaza, l’elevato numero di vittime, soprattutto tra i bambini, è stato usato da Hamas e dagli attivisti woke per supportare la tesi del genocidio (e qui la distorsione della realtà consiste nel tralasciare il piccolo dettaglio che un gran numero di vittime si sarebbe potuto evitare se gli uomini di Hamas non avessero usato i civili come scudi umani).
E come sempre accade, chi ha idee folli finisce col fare follie: nelle università americane – dicono le cronache – ogni manifestazione pro-pal ormai finisce puntualmente con una caccia all’ebreo, ovvero con atti di antisemitismo vecchia maniera.
Quanto all’intento genocida, discriminante fondamentale per poter esprimere un giudizio nel merito, informiamo quelli che la pensano come il professore Goldberg che tale intento è scritto “molto apertamente” nello statuto fondativo e nel programma politico di Hamas, non in quello di Israele.
1Amos Goldberg è professore associato presso il Dipartimento di Storia ebraica ed Ebraismo contemporaneo dell’Università Ebraica di Gerusalemme. L’intervista, condotta da Elias Feroz, si è svolta il 20 Luglio 2024 ed è comparsa su JacobinMag.
Immagine in evidenza: Edi Israel from Wikimedia Commons
Immagine nel testo: The Israel Project from Wikimedia Commons
Commenti recenti