Mario Draghi e Papa Francesco

Il discorso del nuovo Presidente del Consiglio del 17 febbraio al Senato è servito a indicare le linee guida per la rinascita del Paese, in stretto collegamento con l’Europa. Ecco alcuni obbiettivi immediati: fronteggiare la pandemia con una migliore distribuzione dei vaccini, la ripresa economica e l’attenzione più marcata all’ambiente attraverso un ministero ad hoc.  Dopo aver citato Cavour a proposito della necessità ed urgenza delle riforme sanitaria ed economica, dopo aver confermato l’importanza dell’impegno politico, del ruolo delle nuove generazioni e della integrazione con l’Europa (“Senza l’Italia non c’è più Europa, ma senza Europa c’è meno Italia”) Draghi ha menzionato papa Francesco, non come leader religioso, ma come portavoce e rappresentante di quell’enorme movimento sociale che indica la difesa e la salvaguardia del Pianeta Terra come il dovere immediato di ogni persona di buona volontà.

Il passaggio del discorso di Draghi è questo:

Quando usciremo, e usciremo, dalla pandemia, che mondo troveremo? Alcuni pensano che la tragedia nella quale abbiamo vissuto per più di 12 mesi sia stata simile ad una lunga interruzione di corrente. Prima o poi la luce ritorna, e tutto ricomincia come prima. La scienza, ma semplicemente il buon senso, suggeriscono che potrebbe non essere così. …
Come ha detto papa Francesco: «Le tragedie naturali sono la risposta della terra al nostro maltrattamento. E io penso che se chiedessi al Signore che cosa pensa, non credo mi direbbe che è una cosa buona: siamo stati noi a rovinare l’opera del Signore».
Proteggere il futuro dell’ambiente, conciliandolo con il progresso e il benessere sociale, richiede un approccio nuovo. … Anche nel nostro Paese alcuni modelli di crescita dovranno cambiare. Ad esempio il modello di turismo, …  Imprese e lavoratori in quel settore vanno aiutati ad uscire dal disastro creato dalla pandemia. Ma senza scordare che il nostro turismo avrà un futuro se non dimentichiamo che esso vive della nostra capacità di preservare, cioè almeno non sciupare, città d’arte, luoghi e tradizioni che successive generazioni attraverso molti secoli hanno saputo preservare e ci hanno tramandato.

Uscire dalla pandemia non sarà come riaccendere la luce. Questa osservazione, che gli scienziati non smettono di ripeterci, ha una conseguenza importante. Il governo dovrà proteggere i lavoratori, tutti i lavoratori, ma sarebbe un errore proteggere indifferentemente tutte le attività economiche. Alcune dovranno cambiare, anche radicalmente. E la scelta di quali attività proteggere e quali accompagnare nel cambiamento è il difficile compito che la politica economica dovrà affrontare nei prossimi mesi.

La sincerità, l’impegno e la carica profetica del messaggio di Francesco vengono riconosciuti e fatti propri dal politico Draghi e tradotti in indicazioni operative.  Questa ci sembra la miglior versione di una “santa alleanza” tra istituzioni così diverse, perché il fine comune non è di parte, non è di fazione, di partito, di gruppo religioso ma riguarda l’interesse di ogni individuo.

Ed è questa la differenza con i tradizionalisti e sovranisti, ispiratori di una logica settoriale, “cattolica”, parziale. Il pensiero ecologico del Papa ha incontrato la dimensione globale ed integrale nella “Laudato si”, la sua seconda enciclica, in cui la preoccupazione per la natura, l’equità verso i poveri, l’impegno nella società, ma anche la gioia e la pace interiore sono strettamente congiunti. E finalmente un grande uomo di stato lo riconosce.

L’immagine in evidenza è tratta da: today.it
Le altre immagini, in ordine, sono tratte da: ilsole24ore.com

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