Famiglia cattolica

Leone XIV, tra i principi non negoziabili ed il discernimento, sceglie i primi.

Durante l’udienza al corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede Leone XIV ha tenuto un discorso (maggio 2025) di cui riportiamo un significativo passaggio: “…È compito di chi ha responsabilità di governo adoperarsi per costruire società civili armoniche e pacificate. Ciò può essere fatto anzitutto investendo sulla famiglia, fondata sull’unione stabile tra uomo e donna, «società piccola ma vera, e anteriore a ogni civile società» (dalla Rerum Novarum)…La terza parola -chiave (che costituisce il pilastro dell’azione missionaria della Chiesa) è verità…Da parte sua, la Chiesa non può mai esimersi dal dire la verità sull’uomo e sul mondo, ricorrendo quando necessario anche ad un linguaggio schietto, che può suscitare qualche iniziale incomprensione…”.
Ci troviamo di fronte ad una valutazione del passato dell’umanità quanto meno superficiale e fortemente ideologica (la famiglia monogamica) e contemporaneamente ad una pretesa ingiustificata (la Chiesa che possiede la definitiva ed eterna verità sull’uomo e sul mondo).

Iniziamo dallo “svarione” storico che non ci saremmo aspettati proprio da chi dovrebbe conoscere molto bene la Bibbia. L’unione stabile tra uomo e donna esiste nella Bibbia come eccezione, accanto alla pratica consueta e diffusa di famiglie allargate con la benedizione di Dio (Abramo e Agar), la poligamia e la presenza di harem (nel Libro dei Re del Primo Testamento il re Salomone aveva 700 mogli e trecento concubine).
Stiamo parlando di società organizzate come Israele del secondo millennio a.C., mentre prima di esse, secondo gli antropologi, la varietà di unioni “familiari” era ancora più estesa. L’unione stabile tra un uomo e una donna è una pratica relativamente recente (e circoscritta) nella storia umana e vede tra l’altro adattamenti e specificazioni a seconda dei contesti sociali presi in esame.
Anche all’interno del cristianesimo la famiglia come “unione stabile tra un uomo e una donna” è tipica del cattolicesimo e delle correnti tradizionaliste perché le chiese evangeliche, ortodosse, luterane, anglicane, ammettono il divorzio.

I tradizionalisti cattolici approvano soddisfatti attraverso la Nuova Bussola Quotidiana: “Una breve frase che ha già provocato uno tsunami e sicuramente il Papa era consapevole di questo. Certamente ha voluto mettere le cose in chiaro sin da subito e mandare un messaggio ancor più chiaro alle lobby LGBT, anche a quelle presenti nella Chiesa: non esiste la famiglia omosessuale“.

Eppure, pur mantenendo integro il concetto di famiglia “cattolica” Leone XIV avrebbe potuto ricordarsi di una profonda e fondamentale riflessione, a proposito delle proprie credenze, che nel 1981 il cardinale Martini così enunciava: ““…la categoria della scelta o del discernimento è fondamentale ed esprime meglio di altre categorie affini il senso di positività e di attenzione al disegno di Dio nel mondo; non è un giudizio immediato definitivo sulle realtà che spetta a Dio solo; è un discernimento attento e paziente di come l’opera dello spirito vivifica e costruisce la sua chiesa nel mondo. Con il sostantivo “scelta” si esprime così la consapevolezza di una libertà che si gioca davanti a Dio e alla storia; l’impegno di scegliere che è sostanziale mette in evidenza una responsabile di libertà“.

Se avesse tenuto presente l’importanza del discernimento Leone XIV avrebbe potuto essere meno “categorico” e assolutista, riconoscendo l’esistenza di “variabili” che lo sviluppo storico propone. E il suo stesso concetto di “verità” poteva essere meno “fondamentalista” e più inclusivo. E soprattutto meno presuntuoso, considerando sia il passato della Chiesa e le azioni riprovevoli (anche di carattere morale) di cui ha chiesto scusa sia il presente di cui Benedetto XVI ha scritto nel 2019: “….Sempre il peccato entra nella Chiesa. Vediamo questo anche oggi, quando osserviamo con sgomento come la ‘polvere’ entri nella Chiesa, e perfino tra coloro che sono nel sacerdozio.” riferendosi alla pedofilia clericale.

Immagine in evidenza: public domain from wikimedia commons

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