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I cattolici per la difesa dell’Europa
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“L’Europa rimane l’unico baluardo per la democrazia, la libertà e la pace. Oggi per difendere la pace occorre difendere l’Europa. Questa sfida ne contiene in sé altre” sostiene la rivista cattolica “Il Regno”.
“Ci troviamo di fronte al bivio più difficile e pericoloso della nostra storia recente. La crisi delle democrazie nei singoli paesi dell’Europa sta mettendo a rischio la stessa esistenza dell’Unione Europea. La febbre che ha preso le nostre democrazie, afflitte dal virus del populismo, sia nella forma del social-populismo di sinistra, sia in quella del nazional-populismo di destra, ne mina l’esistenza.” Così inizia il testo di convocazione del convegno “L’Europa e il tramonto dell’Occidente”, organizzato dalla rivista “Il Regno” a Camaldoli, da giovedì 5 a domenica 8 novembre 2026, in 6 sessioni con 16 relatori, tra storici, politologi, teologi e giornalisti.
“Il Regno” è una storica rivista italiana di informazione e cultura religiosa d’ispirazione cristiana, fondata a Bologna nel 1956 da un gruppo di religiosi dehoniani (Congregazione dei Sacerdoti del Sacro Cuore di Gesù). La rivista ha seguito da allora gli eventi cruciali della Chiesa, in particolare il Concilio Vaticano II, diventando un punto di riferimento per il mondo ecclesiale e il laicato cattolico.
La prima sfida che deve affrontare l’Europa riguarda il destino di un suo stato e contemporaneamente il futuro del continente stesso, “in particolare, la separazione tra Stati Uniti e Unione Europea che il presidente Trump ha provocato, la guerra d’aggressione di Putin all’Ucraina e il suo disegno neo imperialista mirano a distruggere l’Europa”.
La seconda sfida è invece quella rappresentata dalla situazione politica del Mediterraneo, in cui domina il conflitto arabo palestinese: “ Si pensi alle guerre in Medio Oriente. Qui è in gioco la sopravvivenza umana e la convivenza politica tra i popoli: si pensi al destino del popolo palestinese e di quello curdo, storicamente martoriati. L’orrore di Gaza non è giustificabile, così come non si può giustificare o sottacere il pogrom compiuto dai terroristi di Hamas il 7 ottobre del 2023. Qui è in gioco anche il destino di Israele (l’unica democrazia della regione) e degli ebrei. Il ritorno drammatico dell’antisemitismo anche nelle società europee costituisce una radicale minaccia alla nostra civiltà e un attacco alla radice stessa del cristianesimo. La storia sembra ripetersi.”
Accanto alle due sfide di natura geo politica il convegno affronterà altre questioni urgenti che per la loro drammatica importanza richiedono quanto prima una riflessione comune e l’elaborazione di un progetto di risposta: “Altre sfide si affacciano e riguardano l’esercizio del potere, il rapporto tra libertà e responsabilità: si pensi alle nuove forme di intelligenza artificiale che rischiano di andare fuori controllo. Che tutto questo accada in un tempo di predominio della volontà di potenza e del primato dell’esercizio della forza sulla politica pone il mondo nel caos.”
Concludiamo questa segnalazione con le parole usate da Gianfranco Brunelli, direttore della rivista, nella presentazione del convegno di novembre. Colpisce la chiarezza – pur nella sinteticità dei concetti – con la quale vengono identificati i pericoli e gli ostacoli al processo di pace, con nome e cognome, senza edulcorazioni sottili e virtuosismi verbali accomodanti:
“Putin non ha mai riconosciuto l’esistenza sovrana dell’Ucraina, non ha mai voluto incontrare il presidente Zelensky, e non ha mai voluto intavolare dialoghi diplomatici e trattative di pace. Putin è interessato a proseguire la sua guerra d’aggressione. Più volte Mosca ha comunicato chiaramente che l’operazione speciale non avrà fine fino a quando tutti gli obiettivi non saranno realizzati. E ciò vuol dire la totale conquista dell’Ucraina, e l’instaurazione di un Governo fantoccio. Nel frattempo, Trump pretende la fine della presidenza Zelensky e nuove elezioni in un paese in guerra, dichiarando che esiste un accordo per una tregua energetica, mai confermata da Mosca.
A questo quadro s’aggiungono le minacce americane di sospendere la condivisione delle informazioni d’intelligence, che si rivelerebbero disastrose per la capacità di Kyiv di difendere le proprie città dai bombardamenti russi che hanno come strategia principale quella di colpire civili e infrastrutture. Il vero obiettivo di Trump e di Putin, nel loro patto scellerato, è la distruzione dell’Unione Europea e del concetto storico-politico di Europa. Con la loro vittoria finisce l’Occidente. Trump, riconoscendo solo il primato della forza, tradisce la democrazia americana, la più antica del mondo, e la sua primogenitura; tradisce l’idea di cultura e di civiltà dell’Europa, senza la quale non vi è Occidente.”
Immagine in evidenza: public domain from wikimedia commons
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