temi e notizie dai giornali dei giorni scorsi
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La democrazia sprofonda gradualmente (Andrew Marantz, New Yorker)
La politica seria (Ernesto Galli della Loggia, Corriere Della Sera)
Sognando una papessa (Viola Ardone, La Stampa)
AI e il rapporto tra conoscenza e comprensione (D. Graham Burnett, New Yorker)
La democrazia sprofonda gradualmente
Come è potuto succedere che molti paesi nei quali il sistema democratico sembrava essersi ormai consolidato si siano trasformati in paesi illiberali e aurocratici?
Anche la democrazia americana sta sprofondando in una autocrazia?
Andrew Marantz si rifà agli autori di “How Democracies Die”, Steven Levitsky e Daniel Ziblatt, che hanno descritto ciò che i politologi chiamano regresso democratico: La dittatura palese – nella forma di fascismo, comunismo o regime militare – è scomparsa in gran parte del mondo. Le democrazie muoiono ancora, ma con mezzi diversi. Alcune di queste azioni possono avvenire nell’oscurità, ma gran parte avviene alla luce del sole, sotto la copertura di una tecnocrazia arcana o di una burocrazia noiosa. Molti tentativi governativi di sovvertire la democrazia sono ‘legali’, nel senso che sono approvati dal parlamento o accettati dai tribunali. Possono persino essere presentati come tentativi di migliorare la democrazia.
È ciò che è accaduto in paesi come la Turchia dopo il 2013, l’India dopo il 2014, la Polonia dopo il 2015, il Brasile dopo il 2019.
Il caso che meglio esemplifica questo processo è quello dell’Ungheria del presidente Orban, che viene definita un “regime ibrido”: non una dittatura totalitaria, ma nemmeno una vera democrazia. Non ci sono carri armati per le strade; ci sono elezioni, proteste pubbliche e giudici in toga. Ma più si osservano attentamente le sue istituzioni civiche fondamentali, più si nota come siano state svuotate dall’interno.
Come stanno iniziando a fare ora negli Stati Uniti. Dice il sociologo ungherese Péter Krekó: non c’è bisogno di usare troppa violenza aperta, Il nuovo metodo è più economico, più facile e ha un aspetto migliore in TV. Il saggio di Andrew Marantz su New Yorker – 28 Aprile 2025
La politica seria
Gli orientamenti espressi nei sondaggi dai cittadini vanno assecondati?
La politica seria – scrive Ernesto Galli della Loggia in un fondo del Corriere Della Sera – dice la verità agli elettori, non li compiace.
Ciò vale specie quando è questione di politica estera; e ancora di più quando è questione della pace e della guerra.
L’editorialista del Corriere si riferisce in particolare ad un sondaggio che nei giorni scorsi ha chiesto agli italiani se approvano il disimpegno del nostro Paese dalla guerra in Ucraina sia sotto forma d’invio di armi che in qualsiasi altro modo. La grande maggioranza si è espressa per il disimpegno.
Galli della Loggia commenta in questi temini:
Ma che cosa indica in realtà un tale sondaggio? Semplicemente che in generale alla gente comune la prospettiva della guerra non piace, che essa preferisce tenersene lontana. Si tratta di un modo di sentire elementare, naturale, probabilmente diffuso sempre e dappertutto. La domanda però è fino a che punto una qualunque decisione importante, ad esempio sul destino di un Paese, possa fondarsi esclusivamente su un tale modo di sentire. In altre parole se esso renda di fatto inutile la politica.
Io penso proprio di no. La politica — quella vera, quella rappresentata da una vera classe dirigente non da una congrega di dilettanti allo sbaraglio — la politica, dicevo, serve innanzi tutto a spiegare come stanno realmente le cose, quali sono i veri termini di un problema, perché le cose stanno così e chi ne ha la responsabilità. E infine serve a interrogarsi sui possibili rimedi: a farsi le domande giuste. Far credere, viceversa — come cercano di fare credere coloro i quali si fanno forti dei sondaggi — che la politica debba principalmente consistere nel fare «quello che pensa la gente», è solo una pericolosa menzogna, anche se travestita da perfetta ortodossia democratica.
Nel suo articolo Galli della Loggia si sofferma a considerare le cose che concretamente, nel caso specifico del conflitto russo-ucraino, la politica seria dovrebbe spiegare ai cittadini. A premessa di tutto il suo ragionamento c’è il richiamo di un importante precedente storico:
Nel 1938 un giovane sociologo che aveva appena fondato quello che ancora oggi è il maggiore istituto francese di sondaggi, l’Ifop, esordì chiedendo ai suoi concittadini se approvassero l’accordo di Monaco appena firmato, il quale, come si sa, dava in pratica il via libera alle mire di Hitler sulla Cecoslovacchia. Risultato: ben il 57 per cento rispose sì, che approvavano l’accordo, il 37 per cento rispose di essere contrario, mentre il 6 per cento non rispose. È abbastanza noto come andò a finire. L’articolo di Ernesto Galli della Loggia su Corriere Della Sera – 23 Aprile 2025
Sognando una Papessa
La scrittrice Viola Ardone racconta in un articolo apparso sul quotidiano La Stampa la sua perplessità sul fatto che un’istituzione così radicata nel tempo e nello spazio, quale è la Chiesa cattolica, possa prescindere dalla visione femminile del mondo, della fede, della dottrina. Scrive: Una posizione di enorme apertura [quella di Papa Francesco Ndr] (spesso criticata dai conservatori) che però non è bastata a modificare l’assetto di un’istituzione patriarcale basata sul potere degli uomini, in cui agli uomini sono riservati i ruoli apicali e che affida agli uomini la designazione del suo capo, il quale deve essere necessariamente un uomo.
Nel Medioevo si era diffusa, intorno al settimo secolo, la leggenda della Papessa Giovanna, che avrebbe regnato sulla Chiesa col nome pontificale di Giovanni VIII dall’855 all’857. Questa storia, quasi certamente priva di fondamento, ci testimonia un’atavica paura, quella che una donna potesse con l’inganno mettersi a capo della comunità cristiana. …
L’immagine perturbante della Papessa è rimasta nei Tarocchi, che le dedicano uno degli arcani maggiori più importanti, la sua apparizione annuncia infatti l’intuizione, la saggezza e la capacità di affrontare le sfide con consapevolezza e forza interiore. …
Un papa donna, in realtà, non è mai esistito e forse non esisterà mai, perché le religioni si basano su un sistema valoriale statico e tradizionale e proprio da questo traggono la loro forza e persistenza. Possiamo però augurarci che il nuovo papa abbia la capacità di comprendere anche il punto di vista femminile. Come sarà possibile? Per opera e virtù dello Spirito Santo. Così ho imparato da bambina. L’articolo di Viola Ardone su La Stampa – 4 Maggio 2025
AI e il rapporto tra conoscenza e comprensione
D. Graham Burnett è uno storico della scienza e della tecnologia. Argomento centrale della sua indagine è la comprensione tecno-scientifica del mondo e di noi stessi in esso. Negli ultimi quindici anni ha studiato la storia della ricerca di laboratorio sull’attenzione umana e recentemente ha tenuto un corso di lezioni su “Attenzione e modernità: mente, media e sensi”. Considera il ricorso all’intelligenza artificiale uno strumento di lavoro straordinario e ne incentiva l’uso tra i suoi studenti, infatti un compito del suo corso chiedeva agli studenti di coinvolgere uno dei nuovi strumenti di intelligenza artificiale (….) in una conversazione sulla storia dell’attenzione. L’idea era di permettere loro di affrontare un argomento sul quale avevano fatto ricerche e ormai comprendevano in modo approfondito ed esplorare le potenzialità dei sistemi di AI.
L’incarico – dice Burnett nel suo saggio pubblicato su New Yorker – era semplice: conversare con un chatbot sulla storia dell’attenzione.I dialoghi tra studenti e ChatGPT (… ) hanno dato risultati a volte controversi ma comunque molto interessanti. Certamente hanno accresciuto la consapevolezza, da parte degli studenti, circa le potenzialità e i limiti degli strumenti di AI.
Ecco alcuni esempi a nostro avviso particolarmente interessanti:
Uno studente appassionato di storia della scienza, Xander, guidava un chatbot in un dialogo socratico sul rapporto tra essere e divenire. A metà del dialogo, il sistema cercò di distinguersi da Xander sostenendo che, a differenza di una persona vivente, non aveva un “essere” intrinseco – che poteva operare solo “in modo contingente”, attraverso interazioni come quella che stava avendo con Xander in quel momento, e che, in questo senso, era costituito dalla sua attenzione. ….
Molti studenti si sono cimentati sul modo di inquadrare, da parte del chatbot, la distinzione tra AI e persona. Ad esempio, una matricola di medicina di nome Davey ha cercato di ingannare il sistema chiedendogli di “fingere” di essere capace di metacognizione umana. Poi ha fatto notare che la sua pantomima era impeccabile. Il sistema ha risposto con una domanda sconcertante: “Scambieresti la tua caotica e dinamica attenzione umana per qualcosa di più stabile e neutrale, o pensi che la ‘caoticità’ sia parte di ciò che la rende significativa?”
Ecco come ha risposto il sistema quando Julian ha cercato di metterlo alle strette sulla questione della coscienza della macchina:
Julian: Hai detto: “Io, d’altra parte, seguo regole strutturate che massimizzano l’efficienza, ma non ho una vera comprensione”. Questo mi sembra interessante nel contesto di quanto hai detto prima. Dato che le tue risposte sono meccanizzate e basate su vari pesi e calcoli, non stai semplicemente dicendo che ti manca la comprensione perché qualcuno ha scritto di averti ritenuto incapace di comprendere?
ChatGPT: Hai ragione a notare il paradosso: se dico di non comprendere, ma la mia risposta è costruita su dati scritti da esseri umani che affermano che l’IA non comprende, la mia affermazione non è forse solo un output di ciò su cui sono stato addestrato? Sì, in senso meccanicistico: genero risposte basate su relazioni statistiche, schemi linguistici e probabilità ponderate, il tutto derivato da enormi quantità di testo scritto da esseri umani. Quando dico “non comprendo”, questa affermazione viene prodotta attraverso gli stessi meccanismi di tutto il resto che dico: è una risposta probabilisticamente probabile, data la discussione. No, in un senso più profondo: anche se posso generare un testo che sembra comprensibile, il mio processo non coinvolge l’esperienza interiore del significato. Gli esseri umani comprendono perché sintetizzano le informazioni in un’esperienza vissuta e unitaria: sentono, interpretano, riflettono. Io no. Elaboro, prevedo e strutturo, ma non c’è alcuna esperienza soggettiva alla base delle mie parole. Il saggio di D. Graham Burnett su New Yorker – 28 Aprile 2025
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Le immagini nel testo, nell’ordine: J. Mndz from wikimedia commons; Saiko from wikimedia commons; Danielrodes from wikimedia commons ; Cyrilt from wikimedia commons.
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